Quelli che..Buon 2013!

Buon 2013 a quelli che…

Invece di aprirsi un gruppo per le proprie passioni, trollano contro le passioni degli altri, per un attimo di popolarità,

ma anche a quelli che dentro quei gruppi condividono sogni, desideri e progetti ogni giorno di ogni anno.

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A quelli che bloggano di tutto, non accorgendosi che sono talmente anti tutto, che alla fine sono anti-chi.

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A quelli che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto,

ma soprattutto a quelli che il bicchiere è  mezzo vuoto,  perché hanno iniziato bevendo il nuovo anno, perché sarà pieno ed abbondante.

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A quelli che “palla a Klose e s’abbracciamo”,

a quelli che “Moggi è un eroe” ,

a quelli che dopo Mourinho vanno in analisi,

ma soprattutto di cuore, a quelli che “Totti Gol Totti Gol”.

 

A quelli che “io non l’ho mai votato” ma poi ti dicono “però se torna riniziamo a fa girà il contante”

A quelli che credono in un paese migliore

E a quelli che di politica non può fregar meno

 

A quelli che ridono, sorridono e portano sempre allegria,

ma anche a quelli che soffrono de’ apatia.

 

A tutti quelli che.. amici amici.. amici un cazzo,

a quelli che.. “non m’hai più chiamato” anche se da anni non ti telefonano,

a quelli che ho detto spesso: “ti chiamo stasera”

a quelli che sono passati mesi da quella sera.. J

a quelli che  mi sopportano a lavoro,

ma anche quelli che mi tocca sopportare,

a quelli che.. condivido momenti unici di vita,

ma anche a quelli che mi gufano nella vita.

 

A quelli che sono la mia famiglia,

e che puntualmente a mezzanotte chiamerò,

a quelli che sono sempre “Mirketto” anche se ormai gli enta so passati da parecchio

ma soprattutto

a quella che semplicemente sei,

A tutti voi,

Buon 2013 con tutta la passione che avete.

Pasolini dixit

 

Il paradosso delle manifestazioni all’italiana.

Il paradosso della comunicazione, dell’informazione e del marketing all’italiana.

Un paradosso.

Questo penso quando vedo le immagine dei celerini che caricano poveri, ragazzi, giovani intellettuali o grandi operai. Ma lo penso anche quando vedo quei squadroni di manifestanti prepararsi per andare in battaglia cheap jordan retros.

Contro chi? Contro qualche giovane intellettuale disoccupato, che senza pensarci 2 volte ha accettato di entrare in polizia.

Contro il figlio di operai del sud o disoccupati, che per salvare il proprio figlio dalla mala vita locale, gli ha consigliato di entrare in polizia. Perché loro, magari pensavano ad una divisa mai da sfruttare per manganellare un fratello, un nipote o un padre air jordan retro x.

Paradosso.

Paradosso dell’informazione, che comunica i fatti senza approfondirli. Informazione che parla delle cariche, degli “stupidi” e della vergogna di quelle immagini, da un salotto ben curato e protetto, dove partecipano politici nuovi e vecchi che annuiscono solamente. Non hanno una propria idea, perché non è importante averne. Deve passare il motivetto: Sono pochi stupidi.

E’ una vergogna.

Dall’alto il dito è puntato verso quelle persone che per fame, per paura, per incertezza del futuro.. sono li.. a cercar di far sentire la loro voce come possono.

Ma dal basso, dove viene puntato il dito? La polizia.. Il celerino.. Gli infami.. ACAB.

Il nemico è un nostro fratello, mentre lo “zio stato” gioca divertito con la lotta dei poveri.

E l’informazione?
L’informazione non parla mai delle manifestazioni pacifiche, di quelle giuste e quando e se avviene, sono in 16esima pagina o in TV subito prima del meteo . Tutti vogliono lo scontro. I politici, l’informazione e i poveri manifestanti che possono urlare la loro rabbia come i poveri poliziotti che rispondono allo stesso grido in opposizione.
Pasolini fu criticato all’epoca e sarebbe criticato tutt’ora, per essersi schierato con i poliziotti, perché definiti più poveri e sottoproletari mal pagati e mal istruiti. Aveva pena per questa classe, perché non poteva far altro che questo.
Io penso che l’odio sociale riversato nei loro confronti però non sia solo figlio del fatto che rappresentano in quel momento lo stato.
La gente li odia perché ogni giorno non trovano più in quella divisa un amico, un padre o un fratello, ma spesso spocchiosità e saccenza da temere quando li incontri.

Fermezza contro il povero e molta, molta leggerezza verso quella massa di ricchi, extracomunitari e zingari che per motivi diversi sono diventati impunibili.

Non li sentono dalla loro parte ogni giorno, per le strade, andando ad un posto di comando per fare una denuncia. La gente avverte che sono di un’altra dimensione, che il contatto, il motivo per cui indossano quella divisa, (difendere il popolo italiano) è andato perso e così in quelle occasioni esplode solamente questo sentimento e sono convinto che sarà recuperato il giorno in cui, uno, cento o mille di loro volteranno la schiena alla bandiera che sventola sul palazzo per darla in segno di difesa al popolo che la bandiera la sventola a mani nude, perché le rivoluzioni nascono e si compiono quando queste due categorie si uniscono.

Per questo tutti li vogliono contro.

Follow your mind

Voglio iniziare il mio Blog pubblicando una canzone dei Muse, Follow me. Un incitazione a seguirmi, penserete.. perché no, ma soprattutto un titolo che mi porta a riflettere. Seguiamo, con interesse, chi? Chi è molto seguito, chi essendo famoso nella vita reale, automaticamente viene seguito in quella digitale. Abbiamo già deviato il concetto per cui venivano venduti i social network ai loro inizi.. “Potrai rimanere in contatto con tutte le persone a te care.” Io provo più interesse quando seguo le persone che amo nella vita reale. Non so il perché. Mi piace leggere prima di ogni cosa le loro pagine, poi incuriosirmi del superfluo. Forse perché io new balance retailers, come molti, sono un Indigeno del digitale. Perché i social network, gli smartphone, i tablet, sono per me, solo strumenti che mi portano in quel mondo, trascinando con me chi sono nella realtà. Le due cose si fondono, ma hanno un ordine ben preciso. La mia vita reale, i miei pensieri reali, si catapultano nel digitale. E’ come se io fossi un foglio scritto, corretto, riscritto  (in parte ancora bianco.. ho solo 33 anni)  e questi strumenti siano uno scanner di me stesso, che mi digitalizzano. La realtà è che questi strumenti nati per stare in contatto con le nostre cerchie, vengono sfruttati da molti per fare business, sfruttando un comportamento umano stranissimo: ci interessiamo di tutto ciò che aumenta. Seguiamo le persone perché hanno qualche migliaio di follower, parliamo dello spread quando aumenta, ma non sappiamo neanche cosa sia.. Parliamo dell’aumento della benzina, delle tasse, l’aumento di ascolti.. e più una cosa aumenta più ci interessa o pensiamo che sia di interesse. Motivo per cui addirittura esiste un mercato per comprare follower o trucchi per aumentare ascolti televisivi new balance clogs for men. Perdiamo il gusto dello scegliere, per arricchirci di ciò che ci piace, perché piace.. agli altri.
Abbiamo interesse per l’interesse. Allora ora, aumentate il volume, rallentate la mente e riflettete su ciò che vi piace e.. Follow me!